
Napoli nella prima metà del Settecento era senza dubbio una delle città più vivaci dal punto di vista musicale: artisti come Alessandro Scarlatti, Nicola Porpora o Leonardo Leo avevano proposto con successo lo stile musicale napoletano nelle corti di tutta Europa e non è sorprendente che nel 1739 lo scrittore e politico francese Charles de Brosses riferendosi alla città partenopea, la definisse la capitale mondiale della musica. La qualità e la quantità della musica prodotta a Napoli durante il periodo del Classicismo è testimoniata anche da una lettera del 23 febbraio del 1778 che il padre di Wolfgang Amadeus Mozart, Leopold, scrisse al figlio: « Adesso la questione è solo: dove posso avere più speranza di emergere? forse in Italia, dove solo a Napoli ci sono sicuramente 300 Maestri [...] o a Parigi, dove circa due o tre persone scrivono per il teatro e gli altri compositori si possono contare sulle punte delle dita? » In questo periodo e fino a metà Ottocento, Napoli, con 300.000 abitanti, la più grande città della penisola, si impose come uno dei massimi centri operistici europei, divenendo col tempo la principale scuola musicale italiana.