"L'ora D'aria" il primo album ufficiale di Vincenzo da Via anfossi uscito il 11 gennaio 2008 per l'etichetta Produzioni Oblio e distribuito da Universal Music Italia. Disponibile in digitale su: iTunes https://itunes.apple.com/it/album/lor... Google Play https://play.google.com/music/preview... Di seguito il comunicato stampa dell'epoca. L’hip hop affonda le radici nel blues - quello primordiale dei neri afroamericani liberi, dopo la guerra civile, e poi nuovamente soggetti a vessazioni – il rap è racconti di vita vissuta, è una forma d’arte (oramai a carattere mondiale) che parte dalla parte più profonda dell’animo umano. L’hip hop, come afferma il poeta nero Amiri Baraka, è il primo significante dell’estetica della vita: “il rap è arte comunitaria, rivelatoria, estatica, espressionistica e incentrata sul contenuto. significa sempre libertà, ovvero nuova vita, rivelazione, evoluzione, rivoluzione.” Questo è quello che racconta Vincenzo da Via Anfossi, un personaggio che non è un artista hip hop ma è cresciuto vicino ad una delle scuole del rap nostrano (il mitico Muretto di Milano nei pressi del Duomo), facendo suoi alcuni codici linguistici dei giovani e meno giovani, fondendoli con il suo vissuto personale: una famiglia di migranti calabresi che “sopravvivono” nelle case popolari della zona di Porta Vittoria. Vincenzo nasce prima come uomo di strada, solo successivamente come rapper, spinto dagli amici di sempre: il giro che fu delle Sacre Scuole e che ora è Club Dogo, la posse più rappresentativa del rap italiano. Inizia a rappare con il suo particolare stile vocale: grezzo, oscuro, dai toni apocalittici. Prima di arrivare al primo album, Vincenzo ha collaborato ai dischi di Club Dogo e ha fatto numerosi featuring; ha affinato la propria tecnica vocale, già sopraffina, perché l’uomo Vincenzo è un personaggio con la battuta sempre pronta, capace di incastri lessicali unici. L’Ora d’aria è un gran disco di racconti, 12 tracce diverse tra loro, unite dalla produzione sapiente di Del e Don Joe, un disco decisamente diverso da quello che ci si può aspettare dal rap in italiano di questi tempi, caratterizzato dall’esplosione mainstream. Il discorso che Vincenzo ha intavolato è pura realtà di strada. Vincenzo da Via Anfossi è un personaggio di strada che in ogni singola canzone trasmette il suo passato e la sua quotidianità: dal pezzo di apertura “Anfossi” che racconta la genesi del suo nome artistico (“c’erano diversi Vincenzo nei quartieri della città; Corvetto, Baggio, le popolari di Rozzano avevano i suoi Vincenzo, per essere identificato, mi hanno dato il nome Vincenzo da Via Anfossi”) fino a pezzi intimi su percorsi personali (vedi “Somalia”, che racconta l’esperienza militare alla fine degli anni ’90 in Africa). Soprattutto però è il carcere, la prigione, il sistema di privazione del “gabbio” che è tema centrale in questo disco, fin dal titolo e attraverso tutti i 12 pezzi dell’album; il riferimento è ai momenti di evasione, ai momenti di solitudine della vita dietro le sbarre: un’esperienza che Vincenzo vive quotidianamente nella cerchia di relazioni personali, il suo è un manifesto musicale che ha come sfondo il tema del carcere. Ecco quindi il disco l’”Ora d’aria”: unA produzione straight out Via Anfossi (ma con distribuzione Universal) per un personaggio che nel disco dichiara esplicitamente che il lavoro in studio è “come un’ora d’aria all’anno”, perchè si ritorna sempre all’origine: Vincenzo non è un rapper, è un personaggio della strada, che della strada si nutre, con tutti i suoi pro - ben pochi - e i contro, molti: l’illegalità diffusa e i rapporti, spesso difficili, con le sostanze.